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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione

Mestre (VE): mancata messa a dimora di alberature, pericolo bolle di calore e criticità

             Spett.le Comune di Venezia
Ufficio Verde Pubblico 
verdepubblico.rifiuti@comune.venezia.it

              Spett.le Soprintendenza alle BB.AA. per la Città Metropolitana di Venezia
sabap-ve-met@cultura.gov.it

              Spett.le presidente Municipalità di Venezia – Marghera
istituzionale.marghera@comune.venezia.it

              Spett.le presidente Municipalità di Venezia – Mestre
istituzionali.mestre@comune.venezia.it

              Spett.le presidente Municipalità di Venezia – Favaro Veneto
istituzionalifavaro@comune.venezia.it

              Venezia, lì 17 luglio 2026   

Oggetto: LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli Sezione di Venezia,  segnalazione mancata messa a dimora di alberature nell’assetto urbano piste ciclabili di Mestre – Venezia Via Circonvallazione e Via Forte Marghera, problemi di siccità, bolle di calore in ambito urbano, alberi in via Piave a Mestre, criticità.

Spett.li in indirizzo, per le rispettive competenze,

è giunta a questa Associazione, da parte di iscritti e residenti  segnalazioni, corredate da materiale fotografico, circa delle criticità per: 

  • la mancanza di alberi nelle costruende piste ciclabili in Mestre – Venezia, Via Circonvallazione e Via Forte Marghera. Per i tratti interessati, la progettazione non prevede alberature od isole a verde, a tale fine si rileva che la mancanza di alberature  sopra descritte, rappresentano dei fattori di rischio ambientale in quanto la l’insufficienza di adeguato impianto a verde, sia nelle piste ciclabili che nei marciapiedi nonché parcheggi, alimenta nel periodo estivo, la riflettenza solare creando vere  e proprie bolle di calore con sbalzi termici fino a 15 gradi, che sovrapponendosi ed amplificandosi in maniera contermine possono alimentare squilibri climatici anche localizzati.  

Le  soluzioni di omettere spazi verdi, anche a filare, oltre a portare dei danneggiamenti in termini economici, quali il disvalore delle aree interessate, ad un maggiore consumo di energia elettrica per il funzionamento dei condizionatori d’aria, sono in contrasto con le indicazioni fornite dal WHO Word Health Organization, (Agenzia Speciale dell’ONU). Viene riportato nel documento interamente reperibile nel sito del WHO (…) lo stile di vita urbano moderno è associato a stress cronico, attività fisica insufficiente, ed esposizione a rischi ambientali antropici. Gli spazi verdi urbani come parchi, parchi giochi, e vegetazione residenziale, possono promuovere la salute mentale  fisica e ridurre la malattia e la mortalità dei residenti urbani offrendo rilassamento psicologico e alleviamento dello stress, stimolando la coesione sociale, sostenendo l’attività fisica e riducendo l’esposizione agli inquinanti, rumore e calore eccessivo. Le nuove scoperte mostrano che gli interventi per aumentare o  migliorare lo spazio verde urbano possono fornire risultati positivi in termini di salute, sociali e ambientali per tutti i gruppi di popolazione, in particolare tra i gruppi di status socio economico inferiore (..). 

Innumerevoli poi sono i benefici delle alberature in Città solo per citarne alcune dal Documento Verde Urbano redatto dalla LIPU sede Nazionale nel 2016

 (…) Valutazioni economiche

Oltre alla quantificazione dei servizi ecosistemici in termini di benefici svolti dal verde urbano, dagli anni ’90 del secolo scorso si sono affermate anche le valutazioni di tipo economico e monetario, che si sono sviluppate soprattutto negli Stati Uniti (McPherson et al., 1997) per poi approdare anche in Europa (Soares et al., 2011).

Oggi esistono software in grado di determinare il valore economico ed ambientale dei benefici apportati dagli alberi e dalla foresta urbana, nonché i modelli dell’impatto economico derivante dai diversi scenari di gestione, di cui un esempio è il CITYgreen© 5.0 prodotto nel 1996 da American Forests, che lavora in ambiente GIS. Un altro approccio è il modello UFORE (Urban FORest Effects) uno strumento di calcolo sviluppato alla fine degli anni 1990 dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, sempre per descrivere la struttura del verde urbano e stimare gli effetti della vegetazione sull’ambiente (Siena e Buffoni, 2007). Oggi UFORE è stato ulteriormente sviluppato nel software i-Tree per analizzare la foresta urbana e valutarne i benefici.

Citando qualche esempio applicativo, gli alberi e le foreste urbane negli Stati Uniti rimuovono 17,4 milioni di tonnellate di inquinanti atmosferici, prendendo il 2010 come anno di riferimento (range: 9,0-23,2 milioni di tonnellate). Gli effetti positivi sulla salute umana vengono valutati in 6,8 miliardi di dollari (range: 1,5-13,0 miliardi $). Le conseguenze positive sulla salute pubblica includono la prevenzione di oltre 850 morti, di 670.000 casi di sintomi respiratori acuti, di 430.000 attacchi di asma, ma anche di 200.000 giorni di scuola persi (Nowak et al., 2014).A Chicago negli Stati Uniti gli alberi rimuovono gli inquinanti atmosferici, contribuendo a ripulire l’aria per un valore stimato in 9,2 milioni $/anno. Se la copertura arborea venisse incrementata del 10%, oppure se venissero piantati tre alberi per ogni edificio, si risparmierebbero da 50 a 90 $ per unità abitativa di costi energetici per il riscaldamento e la refrigerazione. Questo poiché gli alberi forniscono ombra, riducono la velocità del vento e inducono un abbassamento delle temperature estive. Considerando un lasso di tempo di 30 anni, il valore attuale netto dei servizi forniti dagli alberi è stimato in 402 $ a pianta e corrisponde a quasi tre volte i costi di manutenzione (McPherson et al., 1997). In California i 929.823 alberi lungo le strade rimuovono annualmente 567.748 t di COequivalente  a contrastare le emissioni di 120.000 auto, per un valore corrispondente a 2,49 miliardi di $. Il valore annuo di tutti i servizi ecosistemici è di 1,0 miliardi di $, pari a 110,63 $ per albero. Se si considera una spesa gestionale di 19,00 $ albero/anno, per ogni dollaro investito si ricavano benefici per 5,82 $ (McPherson et al., 2016).

A Lisbona è stato applicato il programma i-Tree Stratum per quantificare la struttura e le funzioni degli alberi ed il valore dei servizi forniti. Sono stati censiti 41.247 alberi che insieme producono servizi valutati in 8,4 milioni di $/anno. I costi di manutenzione ammontano a 1,9 milioni di $/anno, quindi per ciascun dollaro investito i residenti ricevono 4,48 $ di vantaggi. Il valore del risparmio energetico (6,16 $/albero), la riduzione della CO2 (0,33 $/albero), la riduzione dell’inquinamento atmosferico (5,40 $/albero) e l’incremento di valore della proprietà immobiliare (145 $/albero), portano ad un beneficio complessivo annuale di 204 $/albero, pari ad un beneficio netto di 159 $/albero (Soares et al., 2011).

A Roma Attorre et al. (2005) stimano che i 704.720 alberi portano un vantaggio economico alla città, legato alla rimozione dell’inquinamento dall’aria, di € 1.674.942 l’anno (€ 2376/albero) e che gli alberi immagazzinano nella propria biomassa circa 320 mila tonnellate di carbonio, sequestrando circa 2000 tonnellate di carbonio l’anno.

Una valutazione preliminare dei servizi ecosistemici compromessi in conseguenza di una potatura drastica in aree verdi del lungomare è stata effettuata a Livorno, dove è stata calcolata una presenza di alberi compresa tra 2285 e 8185 esemplari. È stato ipotizzato che la potatura abbia asportato circa metà del volume di vegetazione che era presente, portando ad una perdita di servizi ecosistemici compresa in una forbice tra circa 160.000 a oltre 590.000 euro/anno. A questo sarebbero da aggiungere e quantificare le conseguenze negative al paesaggio, al valore immobiliare, la perdita di biodiversità e il danno in termini educativi, considerando che l’operato di un ente pubblico funge da esempio da seguire per la cittadinanza (Ascani et al., 2016).

Il valore di un albero può essere quantificato anche dal punto di vista economico (monetario), considerando il valore estetico e paesaggistico, quello emotivo e per il benessere dei cittadini, quello storico, sociale, ecologico, ed infine educativo. A Bologna è stato fatto un calcolo da Tugnoli (2010, 2012) riguardante alcuni degli esemplari più prestigiosi (Ippocastano, Cedro dell’Atlante, Bagolaro, Frassino, Platano, Leccio, ecc.) e le cifre  sono comprese da un minimo di 3635 ad un massimo di 27.732 euro. Applicando il metodo C.A.V.A.T. (Capital Asset Value for Amenity Trees) ad alberi monumentali si raggiungono valori economici ornamentali fino a 806.539 euro.(..)

  • Vengono segnalati diverse criticità circa la moria di alberi, da Via Trieste nel quartiere di Marghera, a Favaro Veneto Via Altinia, a Mestre Via Giovanni da Verrazzano, ed altri. Oltre ad un necessario apporto idrico sarebbe opportuno dotare gli alberi di recente impianto,  di un’ adeguata pacciamatura al fine di proteggere la zolla dall’insolazione e trattenere maggiormente l’umidità. 
  • Si suggerisce di omettere gli sfalci d’erba intorno agli alberi nonché alternare gli sfalci nei giardini pubblici, è notorio che l’erba soprattutto alta, abbassa la temperatura al suolo.
  • Parcheggi nei Centri Commerciali, seppur trattasi di ambiti privati, in considerazione dell’emergenza climatica in atto, cui le premesse da parti di più organismi scientifici, diventi sistemica alle emissioni globali di CO2,  si richiede di aprire un tavolo di confronto al fine di collocare, ove possibile,  alberature idonee, con adeguata chioma e copertura fogliare, quanto per ridurre l’insolazione a terra; 
  • Ricoprire con Edera helix, specie autoctona, parti in cemento, reti metalliche, ringhiere, muri, colonne, guard rail, ecc quanto per contribuire al raffreddamento delle superifici;
  • Ripristino degli alberi mancanti dai filari come previsto dal vigente Regolamento sul Verde Pubblico del Comune di Venezia, viene segnalata la mancata messa a dimora in Via Bissuola  – Mestre ed in Via Altinia – Favaro Veneto
  • Un censimento di tutte le alberature pubbliche, su parcheggi, piazzali, aree marginali, ecc, con un potenziale spazio per la crescita, pensiamo a Platani, Bagolari, Olmi, sussistono aree ove questa tipologia di alberi, di ragguardevoli dimensioni,  può crescere senza problemi avendo una adeguato spazio a disposizione, sia a terra che in verticale, quanto per contribuire ad influenzare il gradiente termico. 
  • Alberi nel parco pubblico di Mestre, Via Piave, vengono segnalate delle proposte di rielaborare l’uso di detti giardini, giova rammentare sono sottoposti a vincolo. Il Decreto Ministeriale 3 marzo 1965, dichiarazione di notevole interesse pubblico delle alberature site in Via Piave Comune di Mestre – Venezia. Il Ministro per la Pubblica Istruzione, di concerto con il Ministro per il Turismo e lo Spettacolo (omissis) Considerato che la Commissione provinciale di Venezia per la protezione delle bellezze naturali, nella adunanza del 25 novembre 1963, ha incluso nell’elenco delle cose da sottoporre alle tutela paesistica, compilato ai sensi dell’art. 2 della legge sopracitata, le alberature site in via Piave nel Comune di Mestre – Venezia; (omissis) Considerato che… il vincolo comporta, in particolare, l’obbligo da parte del proprietario , possessore, detentore, a qualsiasi titolo, dell’immobile ricadente nella località vincolata, di presentare alla competente approvazione, qualunque progetto di opere che possano modificare l’aspetto esteriore della località stessa; Riconosciuto che le alberature predette hanno notevole interesse pubblico perché, conferendo alla zona un abbellimento naturale e creando un ampio respiro di verde lungo gli edifici in fregio in via Piave, costituiscono un complesso di immobili di valore estetico tradizionale;
Albero danneggiato dalla potatura da ripristinare avendo spazio adeguato

Decreta: Le alberature di alto fusto site nel territorio del Comune di Mestre – Venezia, e precisamente radicate nel tratto di Via Piave tra le trasversali di Via Ongaro e Via Sernaglia, hanno notevole interesse pubblico ai sensi della legge 29 giugno 1939 nr. 1497, e sono quindi sottoposta a tutte le disposizioni contenute nella legge stessa. (omissis), Roma, addì 3 marzo 1965

Si coglie l’occasione per porgere i più cordiali saluti

Il delegato della Lipu Sezione di Venezia
Dr. Gianpaolo Pamio

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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione

A Campalto (VE) un importante sito di rifugio per il Gufo comune, WWF e LIPU ne richiedono la tutela

Spett. le Ufficio verde del comune di Venezia verdepubblico.rifiuti@comune.venezia.it 

Spett.le dott .re Francesco Boldrin francesco.boldrin@comune.venezia.it 

Spett.le dott.ssa Giulia Minio 
giulia.minio@comune.venezia.it 

Spett.le Vicesindaco Francesca Zaccariotto vicesindaco.zaccariotto@comune.venezia.it 

OGGETTO: SEGNALAZIONE DI UN IMPORTANTE SITO DI RIFUGIO “roosting site” di Asio otus (Gufo comune) sito presso villaggio Campalto (VE) su Pinus pinea (pino domestico) richiesta di tutela delle alberature. 

Le scriventi Associazioni; WWF Venezia e Territorio e Lipu Venezia , scrivono la presente per segnalare una situazione di eccezionale rilevanza naturalistica che necessita di urgente e mirata tutela. 

In località Campalto, specificamente nell’area alberata sita in Piazzale Zendrini nei pressi dei civici 1 e 2 e 20 e 28 è stata accertata e monitorata la presenza di un importante sito dormitorio stabile (roost) di Gufo comune . 

Il Gufo comune è una specie strettamente protetta dalla normativa nazionale (Legge n. 157/1992, art. 2 e art. 21) e internazionale (Convenzione di Berna, Allegato III). Durante il periodo autunnale e invernale, questi strigiformi manifestano un comportamento fortemente gregario, concentrandosi in dormitori collettivi detti roost scelti in base a precisi criteri di fittezza del fogliame e tranquillità. Tali siti rivestono un ruolo ecologico vitale per la sopravvivenza della specie sul territorio urbano e vengono riutilizzati fedelmente dagli stessi esemplari anno dopo anno. La sopravvivenza di questo nucleo faunistico composto dai 10 / 15 esemplari di gufo è indissolubilmente legata all’integrità delle alberature presenti nel sito indicato. 

Le scriventi Associazioni WWF Venezia e Territorio e LIPU Venezia 

CHIEDONO PERTANTO: 

1. Al fine di tutelare il sito dormitorio dei gufi e garantirne la loro presenza durante i mesi invernali, chiediamo che i futuri interventi di potatura dovrebbero essere limitati esclusivamente alla manutenzione leggera e conservativa, evitando riduzioni drastiche della chioma che comprometterebbero il loro habitat naturale. 

2. La pianificazione di eventuali interventi conservativi del verde esclusivamente al di fuori del periodo di presenza da concordarsi preventivamente con esperti ornitologi. 

3. L’apposizione di idonea tutela urbanistico/ambientale per l’area in oggetto nei piani di gestione del verde del Comune di Venezia. 

4. Chiediamo un eventuale sopralluogo congiunto tra i tecnici comunali, i referenti scientifici di LIPU e WWF per definire le migliori strategie di tutela informativa contro il disturbo antropico. 

Alleghiamo breve resoconto dei monitoraggi eseguiti dal dott.re Guido Zangrando che ha svolto una tesi di laurea sul gufo comune e che tuttora sta studiando e monitorando l’area di interesse. 

Alleghiamo foto delle alberature di pino domestico e foto dei gufi presento durante il periodo invernale . 

Distinti saluti. 

Mestre 13 /07/2026 

Firma del Presidente WWF Venezia e Territorio 
Dr. Roberto Sinibaldi 

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Notizie dal territorio Verde pubblico

Mira (VE): Taglio vegetazione in periodo di nidificazione, la LIPU chiede un intervento

 Spett.le Comune di Mira  (VE)
Ufficio Verde Pubblico 
ecologia@comune.mira.ve.it

Spett.le Polizia Locale del Comune di Mira 
polizia.locale@comune.mira.ve.it

Spett.le Polizia Metropolitana della Provincia di Veneziaprotocollo@cittametropolitana.ve.it

Venezia, li 9 luglio 2026

Oggetto: Comune di Mira – VE, taglio vegetazione nel territorio comunale in periodo di nidificazione.

Spett.li Uffici,

per le rispettive competenze,

sono giunte alla nostra Associazione, più segnalazioni da parte residenti,  poi accertate come fondate, di estese attività di manutenzione e taglio vegetazione nel territorio comunale di Mira. Detti lavori se non indispensabili per la sicurezza pubblica, sono da omettere nel periodo di nidificazione, come da indicazioni ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, trasmesse in allegato.

Le aree verdi urbane e periurbana si configurano come un’aree  “rifugio” per buona parte degli uccelli, anche piccoli migratori,  essendo le zone contigue,  fortemente antropizzate e con coltivazioni agricole a carattere intensivo.

All’uopo si inoltra il comunicato stampa della Lipu/BirdLife Italia edito il 12 marzo u.s.

“FERMATE LE POTATURE DEGLI ALBERI 
DA MARZO FINO AD AGOSTO”.
L’APPELLO DELLA LIPU PER SALVARE LA NIDIFICAZIONE DEGLI UCCELLI RIVOLTA A ENTI PUBBLICI, CITTADINI E OPERATORI COINVOLTINELLA GESTIONE DEL VERDE “ Evitare il taglio delle piante se non per motivi circoscritti e di forza maggiore”“Stop ad abbattimenti e potature di alberi e siepi, o lo sfalcio della vegetazione lungo i corsi d’acqua, perché mettono a repentaglio la fase più delicata della vita degli uccelli: la riproduzione”. 
E’ l’appello che la Lipu rivolge sia agli enti pubblici che ai cittadini, e più in generale a tutti coloro che sono coinvolti con la gestione del verde: evitare il taglio delle piante nel periodo tra marzo e luglio-agosto – mesi in cui si concentra la nidificazione degli uccelli – se non per motivi circoscritti e di forza maggiore, quale può essere la rimozione di un ramo pericolante o che intralcia il traffico. I dati degli atlanti ornitologici, a conferma della presenza importante di uccelli nelle aree urbane, riportano da una cinquantina fino a un centinaio di specie diverse che nidificano in ciascuna delle nostre città.
Con l’arrivo anticipato della primavera, gli uccelli stanno già iniziando a costruire i nidi: si vedono colombacci e gazze con i rametti nel becco, cinciallegre che esplorano le cavità negli alberi dove deporranno le uova, merli e capinere in canto nuziale, e tante altre specie che abitano nei giardini e parchi delle aree urbane.La Lipu ricorda che i nidi degli uccelli sono protetti in tutto il territorio, aree urbane incluse, dalla legge nazionale 157/92 oltre che dal Decreto ministeriale sui criteri ambientali minimi del verde pubblico (Cam) che peraltro è in fase di aggiornamento da parte del ministero dell’Ambiente. La distruzione di un nido si configura come reato penale, ed è ancor più grave se vi sono presenti dei nidiacei.In merito, la Corte di giustizia europea, con la sentenza del 1° agosto 2025, ha dichiarato che la distruzione o il danneggiamento di nidi e uova è vietata, anche qualora l’oggetto dell’attività umana abbia finalità diverse, quali possono essere i lavori riguardanti il verde. Pertanto l’accettazione che la propria attività possa comportare un danno agli uccelli viene equiparata a un atto doloso e deliberato.Rispettare infine l’indicazione di non effettuare interventi tra marzo e agosto è fondamentale, così come da evitare sono gli interventi dopo aver effettuato un’ispezione alla ricerca di nidi e, se negativa, procedere coi tagli: l’eliminazione della vegetazione compromette comunque l’habitat, che è la dimora degli uccelli, a prescindere che il nido sia presente proprio sulla pianta in oggetto.“Come riportato da due pareri dell’Ispra – spiega Marco Dinetti, responsabile Ecologia urbana della Lipu – molti nidi sono piccoli e abilmente nascosti, inclusi quelli posizionati nei buchi del tronco e dei rami, anche un ornitologo esperto ha difficoltà  nell’individuarli, o comunque necessita di un’indagine laboriosa che diventa quasi insostenibile dal punto di vista operativo. 
“A maggior ragione – aggiunge Dinetti – affidare un compito del genere a chi non sia in possesso di adeguata preparazione appare del tutto scorretto e privo di valore scientifico”.
La primavera anticipata– dichiara Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia – rende il rispetto delle norme non più solo un dovere etico, ma un obbligo legale immediato. Distruggere un nido non è una fatalità, ma un reato penale che la giurisprudenza europea equipara ormai a un atto deliberato. Chiedo a enti pubblici e privati il blocco immediato di ogni intervento non urgente: il rispetto dei regolamenti e dei tempi della natura non è una scelta, ma un preciso obbligo di Legge. Fermiamo le motoseghe, rispettiamo la biodiversità che ci circonda”. 12 marzo 2026Ufficio stampa Lipu-BirdLife Italia   Si inoltra altresì il report Farmland bird index relativo ai censimenti dei piccoli uccelli in ambito agricolo nel territorio nazionale.

Farmland bird index: in 26 anni -33% di uccelli nelle campagne. “Urgente Piano di ripristino anche in ambito agricolo”

Pubblicato il 11/02/2026

Il drammatico calo di torcicollo (-76%), calandro (-73%) e saltimpalo (-71%), sempre piu’ rari. Lipu: “Agire subito per salvare la biodiversità. L’Fbi relativo agli ambienti agricoli e l’Fbipm, praterie montane, sono indicatori chiave per monitorare lo stato di salute delle nostre campagne”
 Meno 33% sul territorio nazionale, ma con punte di -50% nelle pianure alluvionali. Prosegue il drammatico calo degli uccelli selvatici che vivono e si riproducono negli ambienti agricoli italiani, un trend fortemente negativo certificato dall’ultimo monitoraggio condotto dalla Lipu nell’ambito del progetto del Farmland Bird Index, ossia l’indicatore che descrive l’andamento delle popolazioni degli uccelli delle aree agricole italiane, finanziato dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste nell’ambito della Rete nazionale della Pac.

Secondo i dati 2025, delle 28 specie tipiche degli agroecositemi, utilizzate per il calcolo dell’indicatore, il 71% presenta un declino significativo; in particolare il torcicollo, nell’arco di soli 26 anni ha perso oltre tre quarti della sua popolazione (-76%).  Non da meno è il calo del calandro (-73%) e del saltimpalo (-71%), così come di altre specie tra cui l’allodola, l’averla piccola, la passera mattugia e la passera d’Italia (vedi scheda).
L’analisi conferma il declino più marcato degli uccelli selvatici nelle pianure (-50%), a dimostrazione di un ambiente che ha fortemente necessità di diffuse azioni di ripristino ambientale.

I dati descrivono un ambiente agricolo dove le pressioni sia sulle specie più rare che su quelle un tempo comuni, così come la scomparsa degli elementi naturali, come siepi e filari, e l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti, non accennano a diminuire. L’intensificazione, con la conseguente banalizzazione del paesaggio, sta progressivamente colpendo anche nelle zone collinari e pedemontane dove, negli ultimi anni, gli indici risultano in discesa più rapida.
Il campanello di allarme che ci lancia la diminuzione di queste specie non può essere ignorato, poiché esse sono lo specchio del negativo stato di salute dell’intero ambiente che ha conseguenze dirette anche su di noi.

Insieme all’indice delle specie “agricole” (Fbi) la Lipu ha inoltre calcolato quello per le specie delle praterie montane (Fbipm), risultato anch’esso in calo, con punte negative per l’organetto (-69%), il beccafico (-68%), e lo zigolo giallo (-40%). Queste specie sono spesso vittime dell’abbandono colturale delle nostre aree montane che porta alla scomparsa dei prati-pascoli contornati da cespugli radi, loro habitat di elezione.

“Di fronte ai dati drammatici del nuovo Farmland bird index, che peraltro confermano il trend negativo in atto da molti anni – dichiara Roberta Righini, coordinatrice Fbi per la Lipu – il nuovo Regolamento europeo per il Ripristino della natura rappresenta un’importante opportunità per invertire la tendenza al declino degli uccelli degli ambienti agricoli: in particolare gli articoli 10 e 11 prevedono misure per migliorare la diversità degli impollinatori e la messa in campo di pratiche ‘agroecologiche’ per rafforzare la biodiversità degli ecosistemi agricoli. 
“Auspichiamo dunque che nel Piano nazionale in corso di elaborazione vi sia una particolare attenzione a questi articoli, nonché una loro piena attuazione negli anni a venire, pena un ulteriore e definitivo impoverimento dell’habitat e scomparsa della biodiversità che viene ospitata.
“Ma il ruolo dell’Fbi – prosegue Roberta Righini – riveste un ruolo chiave anche per Politica agricola comune, essendo l’indicatore fondamentale per misurare l’efficacia degli interventi previsti nel Piano Strategico Nazionale della Pac. Siamo ora, nel pieno dei negoziati per il rinnovo di questa politica post 2027  ed è dunque di primaria importanza, sia scientifica che culturale – conclude – che tutti gli indicatori ambientali, Fbi in testa, vengano mantenuti anche nella futura programmazione”.

Alla luce di quanto dettagliato, al fine della salvaguardia, in primis degli uccelli,  si richiede una sospensione delle attività in oggetto nonché di un adeguata programmazione nei periodi a venire.

Cordialmente

Il delegato Lipu Sezione di Venezia
Dr. Gianpaolo Pamio

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Notizie dal territorio Sfalci

Portogruaro (VE): sfalci vegetazione in periodo riproduttivo per la fauna ornitica e non

Si riporta di seguito la comunicazione inviata al Consorzio di Bonifica Veneto Orientale da parte della LIPU Sezione Venezia

Spett.le Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, 

stanno giungendo segnalazioni a questa Associazione circa l’effettuazione di sfalci in periodo riproduttivo per la fauna, con gravi conseguenze circa la fase riproduttiva. 

In allegato una di quelle ricevute. 

Si rammentano le indicazioni  Ispra cui rimettiamo in allegato. 

Ringraziando per l’interessamento, 

il delegato Lipu Venezia 

Gianpaolo Pamio

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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione

Lavori di ristrutturazione presso l’ex stazione ACTV a Venezia – Fusina: La LIPU chiede la tutela della fauna in fase di nidificazione

Venezia, li 26 giugno 2026

Spett.le Ditta Edile (omissis)
Indirizzo PEC  (omissis)

Spett.le Ufficio Edilizia del Comune di Venezia
Indirizzo PEC edilizia@pec.comune.venezia.it

Spett.le Comune di Venezia Sportello Unico del Commercio 
(Area Servizi al Cittadino e Imprese e Qualità della Vita)
Indirizzo PEC commercio@pec.comune.venezia.it

Spett.le Comando Polizia Provinciale di Venezia
Indirizzo PEC protocollo.cittametropolitana.ve@pecveneto.it

Oggetto: Lipu /BirdLife Italy, Sezione di Venezia, lavori di ristrutturazione edificio a Venezia – Fusina adibito ad ex stazione per attracco mezzi di navigazione, criticità per la presenza di avifauna in nidificazione.

Spett.li in indirizzo, per le rispettive competenze,

è giunta alla scrivente Associazione la segnalazione di un socio riguardante dei lavori di ristrutturazione già in corso presso l’ex stazione di attracco per i mezzi di navigazione in Venezia – Fusina. Veniva descritto,  poi accertato come veritiero dal sopralluogo di un volontario della Sezione, di una nutrita presenza di Rondini in fase di nidificazione. Visto il periodo e l’andirivieni dell’avifauna, il luogo, conosciuto dai residenti,  causa il lungo periodo di abbandono, è diventato un rifugio per diverse specie di uccelli. In orario serale sono stati avvistati anche dei Chirotteri aggirarsi in loco, di qui la ragionevole presunzione che lo stabile ospiti anche una loro colonia.  Dal momento il luogo non è accessibile, tutte le rilevazioni sono state fatte dall’esterno in orario diurno e serale. 

Particolare comunque la presenza di Rondine  (Hirundo rustica), cui dagli esemplari censiti all’esterno  si trattarebbe di una colonia con almeno una ventina di nidi.  

Rondine, Hirundo rustica © G. Pamio

Le specie anzidette si trovano in uno stato di conservazione precario, con trend di popolazione negativo. Tra le varie cause di questo declino vi sono tutti quegli interventi edilizi che non tengono conto della loro conservazione.

E’ opportuno qui ricordare che i nidi degli uccelli sono tutelati da normativa vigente secondo quanto previsto dall’articolo 21, comma 1, lettera o), della Legge n. 157 del 11 febbraio 1992, nonché dall’articolo 635 del codice penale. E’ altresì indispensabile richiamare l’attenzione sulla Direttiva CE n. 43/1992, cosiddetta “Direttiva Habitat”, sulla Direttiva CE n. 147/2009, cosiddetta “Direttiva Uccelli”, e sulle Convenzioni internazionali (Convenzione di Bonn e Convenzione di Berna) 

Al fine di evitare ulteriori insorgenze di potenziali conflitti tra le esigenze di conservazione della biodiversità  –esigenze sempre più pressanti e inderogabili, data l’assodata, attuale e scientifica acquisizione dello stato di crisi della biodiversità su scala globale e locale –    e gli interessi della collettività, si prendano concretamente ed efficacemente in considerazione i tempi di nidificazione e le esigenze biologiche delle specie in questione. 

All’uopo per una più approfondita conoscenza, si rimanda all’articolo “Inquilini con le ali” pubblicato nella rivista “Natura” edita dai Carabinieri (numero 124, settembre-ottobre 2021, pagina 46): https://www.carabinieri.it/media—comunicazione/natura/la-rivista/archivio-natura/anno-2021/natura-n-124-settembre—ottobre

Si rammenta che i Chirotteri sono  tutelati da Leggi nazionali e da Direttive e Convenzioni Internazionali:

La Legge 11 febbraio 1992, n°157  “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio“, la legge quadro in materia di fauna selvatica e attività venatoria, che identifica i Chirotteri come appartenenti alla fauna “particolarmente protetta”.

La Convenzione di Berna, “Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa”, elaborata nel 1979 e resa esecutiva in Italia dalla Legge 5 agosto 1981, n°503. Per questa convenzione le specie “minacciate d’estinzione e vulnerabili” meritano particolari attenzioni di conservazione (art. 1, comma 2) e vengono individuate nell’Allegato II (“Specie di fauna rigorosamente protette”). In tale Allegato sono elencati tutti i Chirotteri europei ad eccezione di Pipistrellus pipistrellus.

La Convenzione di Bonn sulle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica, resa esecutiva in Italia dalla Legge 25 gennaio 1983, n. 42, che promuove la periodica valutazione dello stato di conservazione delle specie, le attività di monitoraggio e di approfondimento delle conoscenze sulle popolazioni.

Rondini su nido, imbeccata cibo a nidiacei

Deroghe possono essere ottenute per catture a scopo di studio, attraverso la richiesta specifica alle autorità predisposte.
Le violazioni sono sanzionate penalmente in base all’art. 30 della L. 157/92 ed alle successive modifiche ed integrazioni.

Per una esaustiva comprensione, all’uopo si riporta il Regolamento Edilizio del Comune di Bergamo:

“Nell’ultima modifica, avvenuta il 26/07/2021, al regolamento comunale edilizio 22/10/2001, n. 46, art. 98 si parla delle prescrizioni per la tutela della fauna e avifauna di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

L’art. 98 riporta quanto segue:

“Gli interventi edilizi su edifici di qualsiasi tipologia previsti dal Decreto del Presidente della Repubblica 06/06/2001, n. 380, art. 3, interventi di rimozione dell’amianto, interventi in materia energetica, da realizzarsi negli edifici dove siano presenti nidi di rondone comune, rondone pallido, rondone maggiore, rondine, balestruccio, rondine montana 79 o chirotteri, sia durante il periodo riproduttivo che al di fuori di esso, dovranno essere di norma eseguiti prevedendo la conservazione dei siti riproduttivi presenti. Nel rifacimento delle coperture si suggeriscono le seguenti soluzioni:

tetti a coppi – lasciare libere le cavità venutasi a creare nella giustapposizione dei coppi, in particolare quelle della prima fila

evitare l’occlusione di tali nicchie con cemento o altro materiale o il posizionamento di pettini parapassero o aghi antipiccione

i fermacoppi, se presenti possono essere laterali, per lasciare l’accesso libero alla nicchia centrale

la grondaia, se presente, può essere posizionata al di sotto delle aperture dei coppi o comunque rispettando l’altezza della vecchia grondaia.

Qualora per ragioni progettuali debbano essere occluse cavità, fessure, nicchie o buche pontaie ospitanti nidi, o asportati nidi costruiti si dovrà procedere, come compensazione, con l’apposizione di altrettanti nidi artificiali previo accertamento e asseverazione dell’assenza di nidificazione in atto. In periodo di nidificazione (rondone comune dal 25 marzo al 30 luglio; rondone pallido e rondone maggiore dal 25 marzo al 30 settembre), qualora i lavori non fossero procrastinabili, si suggerisce di montare i ponteggi e le reti di protezione prima dell’inizio del periodo di nidificazione (15 marzo) e si applicano le prescrizioni seguenti:

chiudere tutti gli accessi con rete di protezione così da evitare totalmente il tentativo, spesso mortale, di accesso della fauna ai nidi esistenti (a titolo di esempio reti a maglia di 1cm x 1cm o più fitta, a teli giustapposti e senza fessure superiori a 1-2 cm)

montare all’esterno delle impalcature, vicino ai vecchi nidi, cassette nido tanto numerose quanto lo sono i nidi attivi, rispettandone il più possibile le sembianze.

In caso di assoluta necessità di lavori urgenti a nidificazione in corso, è auspicabile non applicare i teli protettivi o comunque è necessario lasciare ampie aperture in corrispondenza dei nidi occupati per permettere l’accesso agli adulti in accudimento di uova e nidacei. Ove i lavori di manutenzione o di ristrutturazione abbiano comportato la occlusione di spazi-nido dei rondoni, è auspicabile porre dei nidi di compensazione non provvisori per consentire la ricolonizzazione del luogo”

Il Bat Agreement, “Accordo sulla conservazione delle popolazioni di pipistrelli europei – EUROBATS“, reso esecutivo in Italia con la Legge 27 maggio 2005, n. 104. È un testo normativo nato per concretizzare gli obiettivi della Convenzione di Bonn relativamente alle specie di Chirotteri europei, definite “seriamente minacciate dal degrado degli habitat, dal disturbo dei siti di rifugio e da determinati pesticidi”.

La Direttiva 92/43/CEE relativa alla “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche“, nota come Direttiva Habitat attuata in via con D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, integrato e modificato dal D.P.R. 12 marzo 2003, n. 120.

Sulla base delle norme citate è quindi vietato abbattere, catturare, detenere e commerciare esemplari di qualsiasi specie di Chirottero italiano (artt. 21 e 30 della L. 157/92; art. III del Bat Agreement – EUROBATS; art. 6 della Convenzione di Berna; art. 8 del D.P.R. 357/1997 e ss.mm.).
Deroghe possono essere ottenute per catture a scopo di studio, attraverso la richiesta specifica alle autorità predisposte.
Le violazioni sono sanzionate penalmente in base all’art. 30 della L. 157/92 e alle successive integrazioni.

E’ inoltre vietato arrecare disturbo agli esemplari, in particolare durante le varie fasi del periodo riproduttivo e durante l’ibernazione, nonché alterare o distruggere i siti di rifugio (art. 6, cap. III della Convenzione di Berna; art. 8 del D.P.R. 357/97 modificato con D.P.R. 120/2003). Relativamente a quest’ultimo aspetto, sono citati i “siti di riproduzione”, “di sosta” e “di riposo”, e quindi tutte le tipologie di siti di rifugio utilizzate dai Chirotteri risultano interessate dalla disposizione.

Da quanto trasmesso, si richiede che ogni attività che produca una perturbazione o distruzione dei siti di nidificazione venga posticipata al  termine del periodo di nidificazione.


Sicuri di un Vostro cortese riscontro, si resta a disposizione per ogni necessità,

Distinti saluti.

Il delegato Sezione Lipu di Venezia 
Dr. Gianpaolo Pamio

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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione

Criticità presso il fiume Sile (TV): danneggiamento delle sponde e sottrazione di pulli e uova, la LIPU chiede accertamenti 

 Delegazioni di Venezia e di Treviso 
Alla Direzione dell’Ente Parco Regionale del Fiume Sile
PEC: segreteria.parcosile.tv@pecveneto.it 

Alla Polizia Provinciale di Treviso 
PEC: protocollo.provincia.treviso@pecveneto.it 

Alla Polizia Metropolitana di Venezia 
PEC: poliziametropolitana@pec.cittametropolitana.ve.it 

Alla Regione Veneto 
Direzione Turismo e Marketing Territoriale 
U.O. Strategia Regionale della Biodiversità e dei Parchi 
PEC: turismo@pec.regione.veneto.it 

e p.c. Alla S.E. il Prefetto di Venezia 
PEC: protocollo.prefve@pec.interno.it 

e p.c. Alla S.E. il Prefetto di Treviso 
PEC: protocollo.preftv@pec.interno.it 

Venezia, 26.05.2026 

Oggetto: Fiume Sile provincia di Treviso e Venezia, zona SIC-ZPS, Rete Natura 2000, ZPS IT3240019, SIC IT3240028 e SIC 3240031, segnalazione di danneggiamento delle sponde a causa del moto ondoso derivato dal transito di natanti da diporto, segnalazione di sottrazione di pulli di Germano reale, ed altre criticità, richiesta accertamenti. 

Spett.li Enti in indirizzo, per le rispettive competenze, 

stanno giungendo alle scriventi delegazioni Lipu, da parte di soci, residenti, utenti che usufruiscono dei percorsi del Parco lungo il Fiume, segnalazioni inerenti le seguenti criticità: 

Moto ondoso, cagionato da natanti in transito, di sempre maggior frequenza ed intensità, al punto da mettere a repentaglio le stesse sponde del fiume, di cui taluni tratti danno segnali di cedimento strutturale. Sebbene il limite di velocità sia stabilito in 8 km/h, tale prescrizione viene ampiamente disattesa, tanto da creare seri problemi di erosione delle sponde i cui argini vengono progressivamente indeboliti e predisposti a cedimenti strutturali. Come ulteriore conseguenza, la nidificazione di varie specie di uccelli viene compromessa, in quanto i nidi di folaga (Fulica atra) e di cigno reale (Cygnus olor) vengono letteralmente travolti dalle onde. Il moto ondoso risulta in contrasto con le normative di tutela. Il fenomeno del modo ondoso lungo il fiume Sile, soprattutto nel suo basso corso, è stato in precedenza segnalato e sottoposto all’attenzione della Commissione UNESCO in audizione del 24.10.2024 (https://share.google/eGULYuhC3vvuNJ80j), Delegazioni di Venezia e di Treviso poiché rappresenta un elemento di erosione del territorio contermine alla Laguna di Venezia. La situazione da allora è rimasta immutata, anzi è peggiorata, soprattutto nel tratto del basso corso tra Casale sul Sile (TV) e Portegrandi (VE). La maggior parte del moto ondoso è generata da natanti di ogni stazza ormeggiati nel porto turistico fluviale di Casier (TV). Tali unità si portano, soprattutto nei fine settimana, nella Laguna di Venezia attraverso le chiuse di Portegrandi per navigare nel Canale Lagunare Silone, che, anche a causa del fenomeno erosivo in atto nel Fiume Sile, è soggetto ad interramento 

Moto ondoso fiume Sile, natanti, con cigno presente, località Roncade (TV)

Sottrazione di pulli di germano reale (Anas platyrhynchos). Residenti hanno segnalato la reiterata sottrazione di pulli di germano reale da parte di ignoti. Una verifica da parte di volontari Lipu ha evidenziato un cospicuo calo della presenza degli stessi. Si chiede alle S.V. di disporre accertamenti in merito. 

Probabile sottrazione di uova di cigno reale (Cygnus olor), in località Casier (TV), Cimitero dei Burci, ad opera di ignoti, stante il rilievo fotografico che si allega alla pesente. Anche in questo caso serve una verifica, in quanto non è un fatto isolato. Da sottoporre ad esamina se le uova siano destinate ad allevamenti clandestini oppure distrutte, visto che era stata segnalata, anni or sono, una presunta criticità per la presenza di troppi cigni lungo il Sile. 

Cigno, uova sottratte, Casier (TV) aprile 2026

Sbancamenti per coltivazioni agricole ed ortofrutticole lungo le sponde del basso corso del Sile, in località Jesolo (VE), frazione Salsi, sottraendo habitat a canneto necessario alla riproduzione per le specie di palude come cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), cannaiola comune (Acrocephalus scirpaceus), cannaiola verdognola (Acrocephalus palustris), tarabusino (Ixobrychus minutus), ecc., tutte specie inserite negli Allegati di Direttiva Uccelli (2009/147/CE), per cui è prevista una rigorosa protezione. Si richiede di eseguire un puntuale censimento di tali attività, al fine di verificare se siano regolarmente autorizzate, anche a riguardo dell’estensione della superficie occupata. Il corso del Fiume Sile rappresenta un corridoio ecologico importante, oltre che per la variabilità genetica delle specie presenti, anche per le specie di uccelli in migrazione per migliaia di chilometri: l’asta del fiume rappresenta un sito ove rifocillarsi per riprendere la rotta nei luoghi di svernamento o di riproduzione. 

Fiume Sile, basso corso, panoramico © G. Pamio

Sicuri di Vostro puntuale riscontro, si porgono 

Distinti saluti. 

Il delegato Lipu Venezia OdV 
Dr. Gianpaolo Pamio 

Il delegato di Lipu Treviso OdV 
Dr. Enrico Pavan 


Replica della Regione Veneto in data 04/06/2026

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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione

Mestre, Canale Osellino: la nidificazione dei Gruccioni compromessa dai lavori di rifacimento sponde

Venezia, lì 12 maggio  2026

Spett.le Direzione ADG . Fears – U.O. Bonifica ed Irrigazione
Dorsoduro 3901
30123 – Venezia
adgfeasr@pec.regione.veneto.it

                                                           Alla Polizia Provinciale di Venezia
Via Catene, 95
30100 – Venezia
protocollo@cittametropolitana.venezia.it

Al Genio Civile di Venezia
Via Longhena 6
30175 Venezia – Marghera
geniocivileve@regione.veneto.it

Spett.le Regione del Veneto
Ufficio Biodiversità 
Calle Priuli 99
Cap 30121 – Cannaregio – Venezia
turismo@regione.veneto.it

Nucleo Carabinieri Forestali di Mestre VE
Via Altobello. 14
                                                               30172  Venezia – Mestre
PEC fve43681@pec.carabinieri.it

e, p.c.

Ministero Lavori Pubblici
Provveditorato alla OO.PP.
San Polo 19
30100 – Venezia
provveditore.ooppve@mit.gov.it

Comando Polizia Locale Comune di Venezia
Sezione Tutela Ambientale
San Marco 4137
30124 – Venezia
comando.pm@comune.venezia.it

Oggetto: Lipu Lega Italiana Protezione Uccelli, Coordinamento Veneto, Venezia – Mestre, Canale Osellino, rifacimento sponde, presenza esemplari di Gruccione Merops apister in nidificazione, criticità

Spett.li Enti in indirizzo,  per le rispettive competenze, 

è giunta a questa Associazione, poi verificata come fondata e veritiera, la segnalazione di lavori di manutenzione e ripristino degli argini del Canale Osellino, tratto finale del fiume Marzenego, in località Mestre – Venezia, parallello alla strada urbana Via Amerigo Vespucci. A dire del richiedente l’attività di cantiere per i lavori suddetti stavano danneggiando irrimediabilmente la nidificazione di  alcune coppie di Gruccione.

Canale Osellino Mestre Ve sponde in rifacimento © G. Pamio

In loco, volontari della Lipu hanno accertato nelle giornate del 8 e del 11 maggio, con una lunga permanenza in osservazione, censivano l’effettiva presenza di 7 coppie di Gruccione che volteggiavano e si introducevano nelle cavità – nido, in costruzione. 

I lavori cantiere sono giunti ad una paio di metri dal gruppo di cavità in costruzione e non hanno fatto desistere i Gruccioni al proseguo dell’attività di nidificazione: con probabilità sono gli stessi esemplari nati nel medesimo luogo negli anni precedenti, i tempi per la riproduzione sono ristretti, giunti dall’Africa Sub Sahariana, una volta recuperate le forze si operano per la formazione delle coppie e  costituzione della nidiata, poi i giovani a fine agosto / primo autunno, devono risultare pronti alla migrazione nei luoghi di svernamento. 

Inficiare l’attività di nidificazione può non consentire alle coppie di Gruccione esaminate di rientrare nei tempi per la ricerca di un sito riproduttivo alternativo, indi c’è la possibilità non si riproducano nell’anno in corso.

Canale Osellino, Gruccione su nido © G. Lucchetti

Una questione analoga sempre nel medesimo Canale Osellino per un tratto a valle, era  già stata trasmessa in data 31 maggio 2023 sempre a seguito di una segnalazione analoga da parte di un residente, trasmessa in allegato.

Per i fatti in argomento, si richiama che il Gruccione, è una specie tutelata,  inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli nr. 79/409/CE, nonché la fase di nidificazione, è tutelata dalla Legge 157/1992 e la distruzione dei nidi rimane una fattispecie penalmente rilevante.

Con la preghiera di interrompere ogni fenomeno di perturbazione e compromissione dell’habitat del Gruccione si richiede tali attività siano posticipate al termine della nidificazione. 

Cordialmente

Il Coordinatore Regionale Lipu Veneto
Dr. Gianpaolo Pamio

Segnalazione rifacimento sponde in periodo di nidificazione presso il Canale Osellino – 31 maggio 2023.

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Notizie dal territorio

Impianto Agrivoltaico “Torre di Mosto”: parere LIPU – Italia Nostra

A richiesta degli interessati

Oggetto: Impianto Agrivoltaico “Torre di Mosto” – parere LIPU– Italia Nostra

Con la presente le Associazioni LIPU ed Italia Nostra, sezioni di Venezia, intendono esprimersi in merito al PAUR Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale, Regione Veneto n. 76 dell’anno 2025, relativo alla realizzazione dell’impianto in oggetto. 

Da quanto in esamina del progetto, l’impianto sarà ubicato in un’area a basso valore ecologico ma comunque caratterizzata da colture, pur intensive, e compresa nella perimetrazione di corridoi terrestri per la quale sono previsti opportuni passaggi sotto le recinzioni per l’attraversamento della piccola fauna locale. Per lo stesso motivo si appoggia la messa dei pannelli non a terra ma in modesta sopraelevazione, in modo tale da non frammentare ulteriormente la nicchia soprasuolo e da non essere di disturbo per le specie in volo.

Quanto sopra si ritiene insufficiente in quanto la fauna selvatica in generale mantiene andamenti non regolari soprattutto quando è in dispersione in periodo riproduttivo, il territorio già ampiamente oggetto di frazionamenti opporrebbe fattivi impedimenti alla circolazione degli animali.

L’impianto, infatti, pur essendo esterno ad aree SIC/ZSC e ZPS tutelate da Rete Natura 2000, è localizzato in prossimità (a meno di 10 km di distanza) dai siti seguenti:

IT3250013 “Laguna del Mort e Pinete di Eraclea”;

IT3240029 “Ambito fluviale del Livenza e corso inferiore del Monticano”

IT3240008 “Bosco di Cessalto”

IT3250006 “Bosco di Lison”;

IT3250030 “laguna superiore di Venezia”;

IT3250031 “laguna medio-inferiore di Venezia”.

Da/verso questi siti potrebbe verificarsi dispersione di specie comprese nelle direttive europee 92/43/CEE e 2009/2147/CE, tra cui si ritiene menzionare a titolo esemplificativo Emys orbicularis L. (testuggine palustre europea) in direttiva Habitat. 

Avocetta © Enrico Pavan

Potrebbe inoltre colpire in maniera indiretta specie predatrici in ambienti aperti, come l’insettivora Lanius collurio L. (averla piccola) in Direttiva Uccelli.

Per quanto riguarda l’ “effetto lago” che tipicamente gli impianti fotovoltaici causano sull’avifauna, ricreando dei riflessi assimilabili dalle specie come specchi d’acqua, il progetto prevede di risolvere raddoppiando la distanza “tipica” tra moduli fotovoltaici, anche per consentire l’attività agricola. 

Quanto si ritiene insufficiente soprattutto nelle ore notturne ove sono presenti fenomeni di rifrazione tali da portare in errore interi stormi di uccelli migratori, al punto da  indurli ad impatti altamente traumatici scambiando i campi di pannelli per distese d’acqua.

Si vuole sottolineare l’importanza di questo intervento, essendo l’area un rilevante corridoio ad alta densità di specie migratorie favorito dalla vicinanza al fiume Livenza e alle Lagune.

Cavaliere d’Italia © Enrico Pavan

Pur essendo a basso impatto ecologico, si ricorda quindi che in ogni caso l’impianto va a modificare gli equilibri della biodiversità nel Veneto Orientale influenzando in particolar modo gli spostamenti delle specie migratorie, in via di alterazione  da altre strutture analoghe come il f campo fotovoltaico in progetto di realizzazione all’aeroporto Marco Polo, reso estremamente repulsivo per le specie per motivi di sicurezza.  

Non vengono considerati i rilevanti effetti cumulativi  sull’ambiente, quali il Villaggio Turistico in Valle Ossi – Eraclea da 12.000 posti letto, Il progetto in Bibione di centinaia nuove unità  residenziali,  la progettazione dell’Autostrada Treviso – Mare, la crescente urbanizzazione del comprensorio di Jesolo – Cavallino VE, il Masterplan 2037 dell’Aeroporto di Venezia ove verrà aumentato del 150%, la nuova struttura Bosco dello Sport contermine all’Aeroporto in cui il Palazzetto dello Sport è in via di ultimazione e lo Stadio di Calcio è di prossima costruzione, il nodo ferroviario che collega la Linea ad Alta Velocità Venezia – Trieste con l’Aeroporto Marco – Polo, il completamento della 3° corsia dell’Autostrada Venezia – Trieste e la valutazione di una prossima 4° corsia, la progettazione per il raddoppio della strada regionale nr. 13 Mestre – Treviso, denominata “Terraglio Est”,  fenomeni di subsidenza di tutta l’area come espresso nel 2023 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (che verrebbero contenuti con un adeguato impiego agricolo corroborato da filari di siepi, opere interamente finanziate dal PSR Piano Sviluppo Rurale, piani attuativi della PAC Politica Agricola Europea). 

Alla luce di quanto evidenziato, queste Associazioni rilevano diverse criticità legate alla sostenibilità ambientale dell’opera esprimendo una chiara contrarietà al progetto.

Cordialmente.

Venezia, li 14 aprile 2026

Il presidente Italia Nostra Sez. Venezia
Prof. Alvise Benedetti

Il delegato Lipu Sezione di Venezia
Dr. Gianpaolo Pamio
Lipu ODV Sezione di Venezia                
Via Fornace 12  Marcon (VE) Cap 30020
C.F. 80032350482, www.lipuvenezia.it, venezia@lipu.it

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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione Verde pubblico

Via Righi, Venezia – San Giuliano: criticità su potature in periodo di nidificazione

Spett.le Comune di Venezia
Ufficio Verde Pubblico 
verdepubblico.rifiuti@comune.venezia.it

Spett.le ANAS S.p.A. Veneto
Via Millosevich,49
30175 – Venezia  Mestre
segr.st.veneto-fvg@stradeanas.it

Venezia, li 8 aprile 2026

Oggetto: Verde urbano, segnalazioni per potature eseguite nel mese di marzo 2026 in località Venezia – Via Righi strada SR nr. 11 su filari di Pioppo bianco, criticità per il periodo di nidificazione.

Spett.li Uffici,

per le rispettive competenze,

sono giunte segnalazioni da parte di soci dell’Associazione di potature eseguite in un periodo non consono a tale attività, precedenti potature e capitozzature eseguite negli anni passati, viene segnalato, hanno prodotto delle morie e gravi danneggiamenti ai Pioppi bianchi in oggetto. All’uopo si rimette la lettera aperta al presidente dell’ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani, da parte del presidente della Lipu, ove vengono richiamati gli Enti pubblici al rispetto del periodo di riproduzione degli uccelli.

Stop ad abbattimenti e potature di alberi e siepi, o lo sfalcio della vegetazione lungo i corsi d’acqua, perché mettono a repentaglio la fase più delicata della vita degli uccelli: la riproduzione”. 
E’ l’appello che la Lipu rivolge sia agli enti pubblici che ai cittadini, e più in generale a tutti coloro che sono coinvolti con la gestione del verde: evitare il taglio delle piante nel periodo tra marzo e luglio-agosto – mesi in cui si concentra la nidificazione degli uccelli – se non per motivi circoscritti e di forza maggiore, quale può essere la rimozione di un ramo pericolante o che intralcia il traffico. I dati degli atlanti ornitologici, a conferma della presenza importante di uccelli nelle aree urbane, riportano da una cinquantina fino a un centinaio di specie diverse che nidificano in ciascuna delle nostre città.

Con l’arrivo anticipato della primavera, gli uccelli stanno già iniziando a costruire i nidi: si vedono colombacci e gazze con i rametti nel becco, cinciallegre che esplorano le cavità negli alberi dove deporranno le uova, merli e capinere in canto nuziale, e tante altre specie che abitano nei giardini e parchi delle aree urbane. 

Rigogolo © Raffaello Pellizzon

La Lipu ricorda che i nidi degli uccelli sono protetti in tutto il territorio, aree urbane incluse, dalla legge nazionale 157/92 oltre che dal Decreto ministeriale sui criteri ambientali minimi del verde pubblico (Cam) che peraltro è in fase di aggiornamento da parte del ministero dell’Ambiente. La distruzione di un nido si configura come reato penale, ed è ancor più grave se vi sono presenti dei nidiacei.

In merito, la Corte di giustizia europea, con la sentenza del 1° agosto 2025, ha dichiarato che la distruzione o il danneggiamento di nidi e uova è vietata, anche qualora l’oggetto dell’attività umana abbia finalità diverse, quali possono essere i lavori riguardanti il verde. Pertanto l’accettazione che la propria attività possa comportare un danno agli uccelli viene equiparata a un atto doloso e deliberato.

Rispettare infine l’indicazione di non effettuare interventi tra marzo e agosto è fondamentale, così come da evitare sono gli interventi dopo aver effettuato un’ispezione alla ricerca di nidi e, se negativa, procedere coi tagli: l’eliminazione della vegetazione compromette comunque l’habitat, che è la dimora degli uccelli, a prescindere che il nido sia presente proprio sulla pianta in oggetto.
“Come riportato da due pareri dell’Ispra – spiega Marco Dinetti, responsabile Ecologia urbana della Lipu – molti nidi sono piccoli e abilmente nascosti, inclusi quelli posizionati nei buchi del tronco e dei rami, anche un ornitologo esperto ha difficoltà  nell’individuarli, o comunque necessita di un’indagine laboriosa che diventa quasi insostenibile dal punto di vista operativo. 
“A maggior ragione – aggiunge Dinetti – affidare un compito del genere a chi non sia in possesso di adeguata preparazione appare del tutto scorretto e privo di valore scientifico”.

“La primavera anticipata – dichiara Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia – rende il rispetto delle norme non più solo un dovere etico, ma un obbligo legale immediato. Distruggere un nido non è una fatalità, ma un reato penale che la giurisprudenza europea equipara ormai a un atto deliberato. Chiedo a enti pubblici e privati il blocco immediato di ogni intervento non urgente: il rispetto dei regolamenti e dei tempi della natura non è una scelta, ma un preciso obbligo di Legge. Fermiamo le motoseghe, rispettiamo la biodiversità che ci circonda”.

Cordialmente

Il delegato della Lipu Sezione di Venezia
Dr. Gianpaolo Pamio

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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione Verde pubblico

Strada Terraglio: potature irregolari e mancato ripristino delle alberature, richiesti accertamenti

Venezia, li 7 aprile 2026

Spett.le Regione Veneto Direzione Ambiente
Cannaregio 99 – Venezia
PEC  ambiente@pec.regione.veneto.it

Spett. ANAS Veneto
Via Millosevich  49
Venezia – Mestre
PEC anas.veneto@postcert.stradeanas.it

Al Comune di Venezia
Ufficio Verde Pubblico
verdepubblico.rifiuti@comune.venezia.it

Al Comune di Mogliano Veneto TV
Ufficio Verde Pubblico
protocollo@comunemoglianoveneto.it

Al Comune di Preganziol TV
Ufficio Verde Pubblico
ambiente@comune.preganziol.tv.it

Al Comune di Treviso
Ufficio Verde Pubblico
urp@comune.treviso.it
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto
Soprintendenza per i Beni Architettonici E Paesaggistici per le provincie di Venezia Belluno, Padova e Treviso
mbac-sbap-vebpt@mailcert.beniculturali.it

Oggetto: Lipu, Lega Italiana Protezione Uccelli, Coordinamento Regione Veneto,  potature irregolari, ricomposizione filare di alberi nella strada regionale nr. 13 Pontebbana, nel tratto compreso tra Mestre e Treviso, richiesta sopralluogo per accertare opere non conformi al vincolo ambientale entro i 100 metri dal sedime come da dettame del Decreto Ministeriale.

La scrivente Associazione, a seguito la reiterata segnalazione da parte di alcuni iscritti residenti nelle aree in oggetto,  ha accertato  che nella Strada  Regionale Terraglio nr. 13 nel tratto tra Mestre (Ve) e Treviso non è stato effettuato il ripristino come da prescrizione  delle alberature, soppresse, per molteplici cause, negli anni scorsi. La Sezione Lipu di Venezia, sollecitata da alcuni soci, era intervenuta dal 2009 al 2012 per segnalazione delle potature eseguite in maniera impropria cui hanno  probabilmente contribuito dall’esamina, e dall’istruttoria eseguita, in progressione,  alla moria di interi filari. 

Strada Terraglio mancati ripristini alberi abbattuti, foto archivio Lipu Venezia

 Gia’ nel 2011 con lettera datata 24 ottobre la Sopritendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Padova all’indirizzo del Consiglio Regionale Veneto ed all’Ufficio del Difensore Civico Regionale, interessato all’uopo, recitava : “ (…)  La scrivente (Soprintendente ndr) ritiene comunque ragionevole ed apprezzabile la proposta di impianto delle alberature mancanti, infatti i filari di platano rappresentano uno degli elementi di maggior importanza paesaggistica dell’antico percorso stradale. Va tuttavia rilevato che molte sono le cause dell’impoverimento del Terraglio. Tra queste si segnalano fra tutte il tombamento dei fossati e le rilevantissime trasformazioni antropiche del territorio rilevabili soprattutto verso le due estremità del percorso (a Mestre e Treviso). Per quanto riguarda le alberature va segnalato che la loro scomparsa è spesso rilevabile in corrispondenza di attività commerciali. Per quanto di competenza questa Soprintendenza ha già avviato incontri a carattere tecnico con gli Assessorati e i servizi Tecnici competenti del Comune di Venezia per promuovere le ricomposizione paesaggistica dell’importante strada, richiedendo tra l’altro la piantumazione di platani resistenti agli agenti patogeni e il controllo delle potature. (…)

Strada Terraglio TV Platani morti da abbattere, archivio Lipu Venezia

Come da nota della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Provincie di Venezia, Belluno, Padova e Treviso con data 3.12.2012 prot. 33660  si legge: “A seguito della segnalazione della LIPU di cui alla nota in oggetto, acquisita in data 20/11/2012 con prot. 32802, questa Sopritendenza rammenta a tutti  gli enti in indirizzo, (Regione, Comuni, Anas ndr) che le potature degli alberi sono un operazione estremamente delicata che deve essere effettuata da personale specializzato. Dalla documentazione fotografica trasmessa invece, si evince che la potatura che si configura come capitozzatura che annulla completamente il valore estetico dell’albero, elemento paesaggistico richiamato nel provvedimento di tutela emesso ai sensi del D.M. 24/1/1967. – Strada del Terraglio – (…)”.  Nello stesso documento si legge: “(…) Come più volte ribadito da questo ufficio inoltre, si invita l’ANAS a provvedere alla sostituzione degli esemplari abbattuti, (D.M. 412 del 03/09/1987 e D.G.R. nr. 291  del 26/1/.1988 inerenti la lotta obbligatoria contro il cancro colorato del platano) mediante la messa a dimora di altri esemplari di platano secondo  le indicazioni formulate al riguardo contenute nella nota prot. 33355 del 2/2/2011 (…)”. 

Strada Terraglio TV Platani potati in maniera non conforme, archivio Lipu Venezia

Da un primo esame da parte dei volontari della Lipu, emerge lo stato di potature eseguite in maniera non consona all’estetica ed all’equilibrio degli alberi, sono stati asportati senza motivo tutti i piccoli tralci nella parte bassa e mediana, che non intralciavano la circolazione stradale, fornendo agli alberi una connotazione innaturale ed alquanto esposta a turbolenze d’aria, al punto da renderli probabilmente instabili. All’uopo si richiama il documento redatto dal Ministero dell’Ambiente  e della Tutela del Territorio e del Mare, Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, “Linee guida per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” a pag. 40 paragrafo 4.2.2 – “La potatura”. “Un approfondimento meritano gli interventi di potatura che rappresentano la pratica colturale che maggiormente impatta le condizioni di vegetazione degli alberi. Una potatura male eseguita, che nei migliori dei casi è inutile, può danneggiare irrepabilmente un albero, accorciandone il ciclo vitale, indebolendolo, anche al punto di renderlo instabile e quindi pericoloso. Ad ogni stagione l’esecuzione di potature scorrette provoca danni economici enormi, oltre al danno paesaggistico ed all’erosione del nostro patrimonio arboreo. Essendo la potatura un intervento che influisce sulle condizioni energetiche dell’albero e può anche essere fonte di diffusione di patologie, è necessario che venga svolto solo da personale qualificato (…)

Alla luce di quanto riferito, si richiede venga ottemperato alla prescrizione del reimpianto, con adeguate dimensioni, al fine di ricomporre  i filari dei Platani  mancanti. In allegato si trasmette copia della nota della Soprintendenza ai BB.AA.AA. del 24.10.2011.

Cardellino © Antonio Zanforlin

Per quanto riguarda le opere non conformi alle prescrizioni di vincolo per una distanza di 100 mt. dal sedime stradale, come da Decreto Ministeriale, si richiede, una ricognizione completa per tutta la lunghezza della strada, da Mestre  VE a Treviso. Vengono documentate ed accertata la regolarità delle opere di chiusura dei fossati, tombamenti, passi carrai, marciapiedi, asfaltature, fermate di bus in carreggiata,  edifici a destinazione residenziale, commerciale, direzionale, a ridosso della strada, ecc. tutti manufatti che portano ad una soppressione dello spazio dedicato ai filari di Platano che viene interrotto e non ripristinato anche per lunghi tratti. Si demanda indi al ripristino in toto del filari di Platani da Mestre VE a Treviso, come dettame del Decreto Ministeriale

Cordialmente                                                               

Il Coordinatore Lipu Regione Veneto 
Dr. Gianpaolo Pamio

Nota originale della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna al Consiglio Regionale del Veneto e alla LIPU Sezione di Venezia, 24 Ottobre 2011.