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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione

Cittadella (PD): i lavori presso il Duomo mettono a rischio rondini e rondoni in nidificazione

Venezia, lì 10 marzo 2026

Sig. sindaco del Comune di Cittadella PD
Via Indipendenza, 41
Cap 35013 – Cittadella PD
PEC cittadella.pd@cert.ip-veneto.net

Spett.le Omissis

Spett.le Diocesi di Padova
Via Dietro Duomo 15
Cap 35135 Padova
PEC beniculturali.direzione@pec.diocesipadova.it

Spett.le Omissis

Spett.le Regione del Veneto
Ufficio Biodiversità 
Calle Priuli 99
Cap 30121 – Cannaregio – Venezia
Indirizzo e mail turismo@regione.veneto.it

e, p.c.

Gruppo Carabinieri Forestali di Padova
Via Michelangelo Bonarroti, 11
Cap 35135 Padova
PEC fpd43665@pec.carabinieri.it

Oggetto: lavori di restauro e manutenzione straordinaria presso il Duomo dei Santi Prosdocimo e Donato sito in Via Guglielmo Marconi nr. 5 nel Comune di Cittadella (PD), criticità per la presenza di avifauna in nidificazione, cantiere in esecuzione, tempi di realizzazione opere.

Spett.li Enti in indirizzo, per le rispettive competenze, 

con la presente si vuole ringraziare per l’azione di tutela posta in essere nell’anno  2025,  al fine di tutelare le specie in argomento. 

Volontari Lipu hanno provveduto in questo periodo a svolgere un sopralluogo esterno al cantiere, finalizzato a verificare lo stati dei luoghi deputati  alla nidificazione di Rondoni comuni, Rondini montane, Chirotteri: nell’eseguire tale attività con l’ausilio di binocoli, hanno potuto  accertare che i lavori di consolidamento delle murate procedono con tempi non aderenti all’imminente stagione migratoria, quando, dall’Africa Subsahariana giungeranno nel Comune di Cittadella (Padova)  centinaia di Rondoni. Si rammenta che la specie del Rondone, soprattutto il riproduttore dimostra una particolare fedeltà al nido, costituito da fessure, buche pontaie, sottocoppi, ovunque ci sia una cavità retrostante ad uno spazio minimo per poter entrare e nidificare: percorrono circa 12.000 chilometri in volo continuo per ritornare fedelmente a quella cavità-nido.

Le migrazioni annuali del Rondone abitualmente che coincidono con la fine del mese di marzo, prima decade di aprile,  stanno subendo anticipi, causa cambiamenti i climatici in atto. Qualora per la seconda metà del mese di marzo, i lavori in corso non fossero conclusi, al fine di salvaguardare il processo di  nidificazione, si chiede che i ponteggi siano smontati in toto ed ogni attività di lavoro ed antropica in generale, sospesa.

In subordine,si richiede che i ponteggi siano lasciati in loco e liberati da ogni elemento ostativo come teli antipolveri, reti, cavi,  funi, stringhe, ecc, che i parapiedi  interni ai ponteggi non siano posizionati contro o coprenti le cavità, che le passerelle degli stessi non siano allineate contro le cavità, così pure che ancoraggi in parete e la posizione degli elementi afferenti non siano addossati alle cavità. 

Tutto ciò può costruire impedimento per le traiettorie di accesso dei Rondoni alle loro cavità-nido. 

Nel caso i ponteggi rimanessero sul posto, comunque ogni attività antropica deve essere interdetta sino al termine della nidificazione, stimata alla fine del mese di luglio e comunque da monitorare in loco.

Un  grazie anticipato per l’attenzione.

Cordialmente

Il Coordinatore Regionale Lipu Veneto
Dr. Gianpaolo Pamio

N.B.: per praticità, si inoltra in  calce, la missiva inoltrata in precedenza

Venezia, lì 22 maggio 2025

Sig. sindaco del Comune di Cittadella PD
Via Indipendenza, 41
Cap 35013 – Cittadella PD
PEC cittadella.pd@cert.ip-veneto.net

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Spett.le Diocesi di Padova
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Cap 35135 Padova
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Spett.le Omissis

Spett.le Regione del Veneto
Ufficio Biodiversità 
Calle Priuli 99
Cap 30121 – Cannaregio – Venezia
Indirizzo e mail turismo@regione.veneto.it

e, p.c.

Gruppo Carabinieri Forestali di Padova
Via Michelangelo Bonarroti, 11
Cap 35135 Padova
PEC fpd43665@pec.carabinieri.it

Oggetto:  lavori di restauro e manutenzione straordinaria presso il Duomo dei Santi Prosdocimo e Donato sito in Via Guglielmo Marconi nr. 5 nel Comune di Cittadella (PD), criticità per la presenza di avifauna  in nidificazione.

Spett.li  in indirizzo, per le rispettive competenze,

è giunta alla scrivente Associazione la segnalazione di imminenti lavori di restauro  e manutenzione presso il Duomo dei Santi Prosdocimo e Donato sito in Via Guglielmo Marconi nr. 5 Cittadella (Padova).  Volontari dell’Associazione, dopo un attento esame esterno dell’area interessata, in orario diurno  e serale – notturno, hanno accertato la presenza di specie di uccelli oggetto di particolare tutela stante dei lavori di manutenzione 

Viene segnalato nello stabile in oggetto, la presenza in fase di nidificazione, di un  nutrito numero di esemplari di   Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris ),  di Rondone  (Apus apus), nonché di Chirotteri, tra cui si annovera il Pipistrello Ferro di Cavallo Minore (Rhinolophus hipposideros) viene descritto che l’attività delle suddette specie  continua attivamente, soprattutto per quanto riguarda i Rondoni le cui coppie possono quantificarsi in almeno una ventina, per l’altra specie non è stato possibile un computo esatto se non per i Chirotteri quantificati in una dozzina.  

Tutte le specie suddette  si trovano in uno stato di conservazione precario, con trend di popolazione negativo. Tra le varie cause di questo declino, oltre alla sottrazione di habitat, all’uso intensivo dei pesticidi in agricoltura,  vi sono tutti quegli interventi edilizi che non tengono conto della loro conservazione.

E’ opportuno qui ricordare che i nidi degli uccelli sono tutelati da normativa vigente secondo quanto previsto dall’articolo 21, comma 1, lettera o), della Legge n. 157 del 11 febbraio 1992, nonché dall’articolo 635 del codice penale. E’ altresì indispensabile richiamare l’attenzione sulla Direttiva CE n. 43/1992, cosiddetta “Direttiva Habitat”, sulla Direttiva CE n. 147/2009, cosiddetta “Direttiva Uccelli”, e sulle Convenzioni internazionali (Convenzione di Bonn e Convenzione di Berna) 

Al fine di evitare ulteriori insorgenze di potenziali conflitti tra le esigenze di conservazione della biodiversità    – esigenze sempre più pressanti e inderogabili, data l’assodata, attuale e scientifica acquisizione dello stato di crisi della biodiversità su scala globale e locale  –   e gli interessi della collettività, si prendano concretamente ed efficacemente in considerazione i tempi di nidificazione e le esigenze biologiche delle specie in questione. 

Al fine di una più approfondita conoscenza, si rimanda all’articolo “Inquilini con le ali” pubblicato nella rivista “Natura” edita dai Carabinieri (numero 124, settembre-ottobre 2021, pagina 46): https://www.carabinieri.it/media—comunicazione/natura/la-rivista/archivio-natura/anno-2021/natura-n-124-settembre—ottobre

All’uopo si rammenta che i Chirotteri sono  tutelati da Leggi nazionali e da Direttive e Convenzioni Internazionali:

La Legge 11 febbraio 1992, n°157  “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio“, la legge quadro in materia di fauna selvatica e attività venatoria, che identifica i Chirotteri come appartenenti alla fauna “particolarmente protetta”.

La Convenzione di Berna, “Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa”, elaborata nel 1979 e resa esecutiva in Italia dalla Legge 5 agosto 1981, n°503. Per questa convenzione le specie “minacciate d’estinzione e vulnerabili” meritano particolari attenzioni di conservazione (art. 1, comma 2) e vengono individuate nell’Allegato II (“Specie di fauna rigorosamente protette”). In tale Allegato sono elencati tutti i Chirotteri europei ad eccezione di Pipistrellus pipistrellus.

La Convenzione di Bonn sulle specie migratrici appartenenti alla fauna selvatica, resa esecutiva in Italia dalla Legge 25 gennaio 1983, n. 42, che promuove la periodica valutazione dello stato di conservazione delle specie, le attività di monitoraggio e di approfondimento delle conoscenze sulle popolazioni.

Il Bat Agreement, “Accordo sulla conservazione delle popolazioni di pipistrelli europei – EUROBATS“, reso esecutivo in Italia con la Legge 27 maggio 2005, n. 104. È un testo normativo nato per concretizzare gli obiettivi della Convenzione di Bonn relativamente alle specie di Chirotteri europei, definite “seriamente minacciate dal degrado degli habitat, dal disturbo dei siti di rifugio e da determinati pesticidi”.

La Direttiva 92/43/CEE relativa alla “Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche“, nota come Direttiva Habitat attuata in via con D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, integrato e modificato dal D.P.R. 12 marzo 2003, n. 120.


Sulla base delle norme citate è quindi vietato abbattere, catturare, detenere e commerciare esemplari di qualsiasi specie di Chirottero italiano (artt. 21 e 30 della L. 157/92; art. III del Bat Agreement – EUROBATS; art. 6 della Convenzione di Berna; art. 8 del D.P.R. 357/1997 e ss.mm.).
Deroghe possono essere ottenute per catture a scopo di studio, attraverso la richiesta specifica alle autorità predisposte.
Le violazioni sono sanzionate penalmente in base all’art. 30 della L. 157/92 ed alle successive modifiche ed integrazioni.

E’ inoltre vietato arrecare disturbo agli esemplari, in particolare durante le varie fasi del periodo riproduttivo e durante l’ibernazione, nonché alterare o distruggere i siti di rifugio (art. 6, cap. III della Convenzione di Berna; art. 8 del D.P.R. 357/97 modificato con D.P.R. 120/2003). Relativamente a quest’ultimo aspetto, sono citati i “siti di riproduzione”, “di sosta” e “di riposo”, e quindi tutte le tipologie di siti di rifugio utilizzate dai Chirotteri risultano interessate dalla disposizione.

Per una esaustiva comprensione, all’uopo si riporta il Regolamento Edilizio del Comune di Bergamo:

“Nell’ultima modifica, avvenuta il 26/07/2021, al regolamento comunale edilizio 22/10/2001, n. 46, art. 98 si parla delle prescrizioni per la tutela della fauna e avifauna di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

L’art. 98 riporta quanto segue:

“Gli interventi edilizi su edifici di qualsiasi tipologia previsti dal Decreto del Presidente della Repubblica 06/06/2001, n. 380, art. 3, interventi di rimozione dell’amianto, interventi in materia energetica, da realizzarsi negli edifici dove siano presenti nidi di rondone comune, rondone pallido, rondone maggiore, rondine, balestruccio, rondine montana 79 o chirotteri, sia durante il periodo riproduttivo che al di fuori di esso, dovranno essere di norma eseguiti prevedendo la conservazione dei siti riproduttivi presenti. Nel rifacimento delle coperture si suggeriscono le seguenti soluzioni:

tetti a coppi – lasciare libere le cavità venutasi a creare nella giustapposizione dei coppi, in particolare quelle della prima fila

evitare l’occlusione di tali nicchie con cemento o altro materiale o il posizionamento di pettini parapassero o aghi antipiccione

i fermacoppi, se presenti possono essere laterali, per lasciare l’accesso libero alla nicchia centrale

la grondaia, se presente, può essere posizionata al di sotto delle aperture dei coppi o comunque rispettando l’altezza della vecchia grondaia.

Qualora per ragioni progettuali debbano essere occluse cavità, fessure, nicchie o buche pontaie ospitanti nidi, o asportati nidi costruiti si dovrà procedere, come compensazione, con l’apposizione di altrettanti nidi artificiali previo accertamento e asseverazione dell’assenza di nidificazione in atto. In periodo di nidificazione (rondone comune dal 25 marzo al 30 luglio; rondone pallido e rondone maggiore dal 25 marzo al 30 settembre), qualora i lavori non fossero procrastinabili, si suggerisce di montare i ponteggi e le reti di protezione prima dell’inizio del periodo di nidificazione (15 marzo) e si applicano le prescrizioni seguenti:

chiudere tutti gli accessi con rete di protezione così da evitare totalmente il tentativo, spesso mortale, di accesso della fauna ai nidi esistenti (a titolo di esempio reti a maglia di 1cm x 1cm o più fitta, a teli giustapposti e senza fessure superiori a 1-2 cm)

montare all’esterno delle impalcature, vicino ai vecchi nidi, cassette nido tanto numerose quanto lo sono i nidi attivi, rispettandone il più possibile le sembianze.

In caso di assoluta necessità di lavori urgenti a nidificazione in corso, è auspicabile non applicare i teli protettivi o comunque è necessario lasciare ampie aperture in corrispondenza dei nidi occupati per permettere l’accesso agli adulti in accudimento di uova e nidacei. Ove i lavori di manutenzione o di ristrutturazione abbiano comportato la occlusione di spazi-nido dei rondoni, è auspicabile porre dei nidi di compensazione non provvisori per consentire la ricolonizzazione del luogo”

Sicuri di un Vostro cortese riscontro, si resta a disposizione per ogni necessità.   

Cordialmente.

Coord. regionale Lipu per il Veneto 
Dr. Gianpaolo Pamio

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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione

A Stra (VE) potatura dei Tigli in periodo di nidificazione

Alla c.a. dell’Ufficio Tecnico del Comune di Stra VE

Venezia, 11 Marzo 2026

Spett.le Ufficio Tecnico

è giunta alla scrivente Associazione Lipu, da parta di un socio, la  comunicazione che in località Mira è in corso un’attività di potatura di un filare di Tigli, detta potatura  viene documentata da  una fotografia che si allega. Tale operazione,  rimane in contrasto con le “Linee guida  per la gestione del verde urbano e prime indicazioni per una pianificazione sostenibile” redatto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare” Comitato per lo sviluppo del verde pubblico” edito nel 2017. 

In primis  come ripotato a pagina 41 del suddetto documento: viene segnalato che “una potatura senza criterio porta alla disorganizzazione completa della ramificazione; puo’ provocare forti reazioni vegetative e quindi non serve a ridurre le dimensioni della chioma”. 

Oltreche’ eseguire potature nel periodo di nidificazione,  quale da marzo a fine luglio arreca danno anche se il nido non è ancora costruito, soprattutto  ai piccoli uccelli, attualmente in forte regressione in tutta la Pianura Padana.

Cordialmente

Il delegato Lipu Sezione di Venezia

Dr. Gianpaolo Pamio

Regolo © Bruno Zavattin

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Aeroporto Marco Polo di Venezia Notizie dal territorio Pubblica amministrazione

Fenicotteri all’aeroporto Marco Polo di Venezia: SAVE trasmette i dati di monitoraggio sul fenomeno del Wildlife Strike

Facendo seguito alla richiesta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di trasmissione dei dati di monitoraggio relativi al wildlife strike presso l’aeroporto Marco Polo di Venezia, SAVE fornisce i dati di monitoraggio avifaunistico corredati da un’analisi del rischio del fenomeno.

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Eventi

LIPU e WWF Venezia, conferenza nazionale su Rondoni ed edifici

Sabato 28 febbraio si è tenuta, presso il centro culturale Candiani a Mestre (VE), la conferenza a carattere nazionale su Rondoni ed edifici.

Presenti diverse associazioni e rappresentanti politici e di centri di recupero per uccelli feriti e nidiacei, da tutto il territorio nazionale. Si è sviscerato sotto varie prospettive le problematiche di Rondini, Rondoni, Balestrucci, circa la criticità con le nuove formule costruttive che non prevedono ambiti di nidificazione per queste specie. Specie bandiera da preservare visto la loro importanza ecosistemica anche in ambito urbano e periurbano. Suggerite le  misure da intraprendere per salvaguardare queste specie alle luce dei cambiamenti climatici in atto.

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Cave di Gaggio Nord Oasi e riserve

Presenza del Marangone nell’Oasi di Gaggio

In questi giorni stanno confluendo i dati dei censimenti della fauna ornitica presso l’Oasi di Gaggio, sito ZCS Zona di Protezione di Conservazione Speciale per Fauna e Flora. La presenza del Marangone (Phalacrocorax carbo) viene documentata in 19 esemplari, un numero sostenibile per il sito naturalistico, la peculiarità di questa specie rimane che la sua base alimentare è costituita prevalentemente da pesce. Per il suddetto motivo il Marangone rimane inviso dai pescatori e dagli allevatori vallivi di pesce che lo vedono come un terribile antagonista. Abilissimo pescatore nuota sotto il pelo dell’acqua ed una volta individuata la preda la cattura per la testa e la porta fuori dall’acqua per cibarsene. Successivamente usa mettersi con le ali aperte ad asciugare, con la caratteristica posa. Con la stagione invernale il Marangone abbandona le coste e tende a concentrarsi negli specchi d’acqua dell’entroterra e nei canali del centro della città di Venezia nei canali cittadini, grazie alla presenza della nutrita fauna ittica, soprattutto cefali, nonché incentivati dalle temperature più miti e riparati dal vento. La gran parte degli esemplari presenti in Val Padana come svernanti provengono dalla Danimarca, Olanda, Germania. Il Marangone abile pescatore, rimane l’unico uccello in grado di predare abitualmente il Pesce gatto, vero  e proprio flagello per la fauna ittica d’acqua dolce: pesce importato dagli Stati Uniti per fini ornamentali e per la pesca sportiva ha letteralmente colonizzato ogni specchio d’acqua dolce della Pianura Padana. Pesce voracissimo e resistente anche in acque inquinate e povere d’ossigeno, ha messo in difficoltà portandone alla rarefazione specie come la Tinca, il Luccio, il Cobite comune, il Ghiozzo, la Lampreda di fiume ed altri. Il Pesce gatto grazie ai sui potenti aculei situati nelle pinne dorsali e pettorali si rende inattaccabile da altri pesci. Il veleno trasmesso dagli aculei è innocuo per l’uomo anche se la puntura è molto dolorosa. Il Marangone si ciba del Pesce gatto con estrema facilità, sviluppando una specifica tecnica di pesca. Catturato il pesce se di piccole dimensioni, l’uccello lo lancia in aria, il Pesce gatto avendo la testa che pesa circa 1/3 del corpo, per via la forza di gravità si capovolge con la testa verso il basso permettendo al Marangone di aspettarlo a becco aperto ed inghiottirlo facendolo scivolare direttamente nello stomaco. Nella caduta, gli aculei si riflettono all’indietro facendo scivolare il corpo del pesce nell’esofago senza che questi si conficchino nelle pareti. Il Cormorano, grande pescatore, rimane un uccello molto utile per contenere le specie ittiche alloctone che stanno impoverendo i nostri corsi e specchi d’acqua dolce. Fra le specie introdotte nei nostri habitat, oltre il Pesce gatto, si annovera il Persico sole, il Persico trota, il Lucioperca, la Gambusia, il Siluro, ecc.

Nella foto un Marangone preda un Pesce gatto di notevoli dimensioni.

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Cave di Gaggio Nord Oasi e riserve

Oasi di Gaggio, un Airone guardabuoi abbattuto

Presso l’Oasi di Gaggio in Marcon VE nella tarda  mattinata di domenica 24 gennaio i volontari impegnati nell’ attività di accoglimento visitatori, accertavano la presenza nel sentiero più vicino ai confini dell’Oasi, di un esemplare di Airone guardabuoi, abbattuto con un colpo di fucile. L’animale presentava un foro ben visibile  su un ala riconducibile ad un pallino da caccia, ferita non mortale ma probabilmente l’esemplare è deceduto, una volta colpito con l’impatto sul suolo del camminamento. Per la tutta la mattina del 24 gennaio, come ogni domenica, l’attività venatoria all’esterno del sito naturalistico rimane  particolarmente intensa. L’Oasi vero  proprio punto di rifugio per la fauna selvatica soprattutto uccelli nella stagione venatoria,  quando viene  aperta al pubblico qualche uccello, spaventato dalla presenza di visitatori,  si allontana uscendo dall’Oasi, che pur essendo di 36 ettari, rimane una piccola superficie per gli esemplari selvatici: in questa circostanza  spesso gli esemplari vengono abbattuti. Nel caso in esame, questa specie protetta dalla vigente normativa è facilmente riconoscibile dalla sagoma e dalla livrea, l’autore di tale uccisione potrebbe ricondursi ad un bracconiere oppure, altra ipotesi, l’Airone guardabuoi è stato colpito poichè si trovava nella linea di tiro di un seconda specie, cacciabile. Informato il nucleo guardie venatorie della Sezione LIPU di Venezia, queste si portavano sul posto senza per rintracciare l’autore. L’Airone guardabuoi specie svernante e nidificante all’Oasi di Gaggio è stato appena censito nel numero di 80 esemplari.

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Uccisione di colombi a Mestre

Sono giunte due segnalazioni alla LIPU Sezione di Venezia in merito a delle sospette uccisioni di colombi di città Colombus livia nel centro di Mestre (Venezia). La prima segnalazione risale al mese di gennaio 2021, riguarda un automobilista che dopo aver parcheggiato la propria autovettura in Via Fapanni al momento di riprenderla trova sul tetto del veicolo un esemplare di colombo ucciso e con un vistoso foro, presumibilmente di proiettile. La seconda segnalazione è inerente la giornata del 11.03.2021 quando dei condomini di un edificio residenziale in Via Mestrina scoprono tre colombi privi della testa. Di entrambi i fatti è stato informato il nucleo agenti venatori volontari della Sezione coordinato da Marco TONIN. Per quanto concerne i tre colombi rinvenuti privi di testa le ipotesi, escludendo dalle modalità i gatti,  possono ricondurre ad una predazione da parte di un uccello notturno: l’unica specie che attacca una preda con queste tecniche, cioè cibandosi in primi della testa, rimane l’allocco Strix aluco. Ad ora non risultano segnalazioni di questa specie di rapace che siano insediati stabilmente nel centro della città di Mestre. Non è da escludere la presenza di qualche esemplare solitario ed in dispersione, la biodiversità nell’entroterra veneziano è particolarmente in crisi per la sottrazione di habitat e i rapaci notturni sono i primi a soffrirne. Rammentiamo la siepe vecchia di almeno 20 anni, lunga  circa 3,5 Km abbattuta a Marghera in Via Moranzani ed altre piccole a ma importanti aree sottratte per aumentare la superficie agricola o per nuove costruzioni  ed opere legate a lavori pubblici. La città rappresenta un punto di ricovero anche se momentaneo, di qui la possibilità che i tre colombi siano stati predati da un rapace notturno. Da escludere invece escludere i rapaci diurni tra i più comuni lo Sparviere ed il Gheppi predatori abituali di  colombi, che lasciano a terra la catteristica “spiumata” a testimoniare la cattura della vittima. Non sono da escludere siano degli umani gli autori dell’uccisione di colombi, in tal caso è importante informare le Forze dell’Ordine o la Sezione LIPU di Venezia, i recapiti sono nel sito di sezione www.lipuvenezia.it, circostanziando l’accaduto e cercando fornire elementi utili per risalire ad un eventuale autore. Si rammenta che sparare dalla propria abitazione anche con fucili ad aria compressa viene sanzionato penalmente, nonché l’uccisione dei Colombi, ad ogni effetto specie selvatica, può configurare il reato di maltrattamento di animali.